Quanto costa aprire un cupcake shop? Spoiler: tanto

“Quanto costa aprire un cupcake shop”. Una bakery, un laboratorio di pasticceria. Se avete un sogno simile al mio, forse l’avete chiesto anche voi a google qualche volta. Io gliel’ho chiesto spesso, ma senza trovare la risposta. Ad un certo punto ho fatto una telefonata e ho chiesto “Io ne ho tanti così, bastano?”. Più o meno. (No, non bastano. Ma se me l’avessero detto chissà dove sarei oggi. Mi piace essere qui, tutto sommato).

La telefonata non era al sig. Google ma ad un consulente HACCP che segue piccole imprese alimentari e dopo quella telefonata ha cominciato a seguire anche la mia. Lo ringrazio, perché senza di lui starei ancora digitando “quanto costa aprire un cupcake shop” su google. Ma quindi, quanto costa?

Premetto che non faccio e non voglio fare la consulente. Mi piace essere una pasticciera. Quello che voglio fare però in questo post è raccontarvi che ho creduto nel mio sogno, e continuo a crederci tanto.  Read More

I sogni passano attraverso il crowdfunding

La mia campagna di crowdfunding su Eppela è iniziata ieri. È cominciata bene ma ho bisogno di molto, molto sostegno, soprattuto da parte di chi mi conosce da anni, in rete o di persona, e sa quanto io abbia lottato per arrivare alla realizzazione del mio cupcake shop. Perché sì, è proprio così: non racconto quasi mai la fatica che mi è costato questo progetto, parlo a volte delle notti insonni ma non degli altri sacrifici, distribuisco biscotti e sorrisi come se i sogni si realizzassero grazie alle stelle come nelle fiabe Disney.

Avete cominciato a chiedermi più di cinque anni fa perché non aprissi un negozio. Come se sostenere un investimento di decine di migliaia di euro, in piena crisi economica, con un bambino piccolo e un altro in arrivo fosse semplice. Read More

Posso dire di essere sopravvissuta al 2016?

Il contratto d’affitto è firmato già da più di un mese e i lavori procedono anche se non sono costante negli aggiornamenti (nella pagina Facebook un po’ di più, a mia discolpa). Mantengo il massimo riservo sulla data di apertura perché per me doveva essere a settembre 2016 ed è diventata a.s.a.p. quando anche l’ipotesi di aprire entro Natale è diciamo così, naufragata.

Più che un bilancio di quello che è stato un anno difficile, per quanto emozionante, sto pensando molto alle persone che mi hanno aiutata ad arrivare al punto in cui sono e alle cose belle che ho realizzato grazie a loro. La risposta a quel “ma come ci sei riuscita?” che prima o poi qualcuno mi chiederà. Read More

Don’t waste your potential. Keep calm and carry on

Ieri avevo lasciato un messaggio sulla pagina Facebook “Mi pensate oggi alle 15? Se tutto va bene domani vi racconto perché”. Non è andata bene, di nuovo. Tutti mi hanno pensata e siete stati dolcissimi, ma per la seconda volta sono andata ad un appuntamento in cui mi aspettavo di firmare il contratto d’affitto del cupcake shop e per la seconda volta la mia penna è rimasta dov’era, nella borsa. Perché? Perché aprire un cupcake shop è complicato. Aprirlo dove voglio io, cioè in un negozio che non è predisposto per un’impresa alimentare, lo è ancora di più.

Andiamo con ordine così vi aggiorno un po’? Vi avevo lasciati dicendo che voglio aprire un cupcake shop. A che punto sono? Read More

La Red Velvet non è una torta rossa. É molto di più

La Red Velvet è una torta deliziosa, una ricetta che viene dal sud degli Stati Uniti. L’impasto è molto versatile e la stessa ricetta può essere declinata come torta o come cupcake, senza che siano necessarie variazioni o bilanciamenti. Come molte ricette di pasticceria americana, gode di grandissima incomprensione. Come la maggior parte delle ricette di pasticceria americana, gode del mio amore incondizionato. Ho assaggiato la mia prima Red Velvet a Firenze, nell’estate del 2011 (me lo ricordo perché ero incinta), in una bakery americana. Se non fosse stato per quell’incontro, non potrei scrivere questo post perché non avrei mai imparato a distinguere una Red Velvet da una torta rossa.

Red Velvet o generica torta rossa?

Se prendiamo un pan di spagna e aggiungiamo del colorante rosso diventa una Red Velvet? No. Se all’impasto della Red Velvet non aggiungiamo del colorante rosso resta una Red Velvet? Sì.

Si può preparare con burro o con olio (la ricetta che trovate nei libri di Peggy Porschen prevede burro, quella di Martha Stewart invece prevede olio). La ricetta si trova facilmente anche on line, il procedimento è semplice ma deve essere eseguito alla lettera, senza omettere nessun passaggio. Read More

I migliori cupcakes di Dublino . Dove trovarli e mangiarli

Ho deciso di scrivere questo post prima che sia troppo tardi. Prima che all’Ufficio Turismo di Dublino appendano la mia foto come bersaglio per le frecciette, per esempio. A volte mi immagino la scena, perché più di una persona che sia stata a Dublino dopo aver parlato con me mi ha detto “Sai Lisa, in effetti Dublino me la aspettavo più bella. Hai ragione”. Lo ammetto, mi sento in colpa.

Vi ho svelato quali sono i miei luoghi del cuore, ma non avevo ancora condiviso l’informazione più importante: dove mangiare i migliori cupcakes di Dublino. Ora che sono rientrata in Italia e che la risposta alla domanda non è più “nella mia cucina”, sono pronta a raccontarvi tutto. L’autunno e l’inverno possono essere lunghi e piovosi nell’Isola di Smeraldo, quindi se capitate a Dublino per un concerto o un fine settimana a base di Guinness infilatevi in una caffetteria e regalatevi una coccola. Read More

I miei luoghi del cuore a Dublino

“Lisa ti manca Dublino?”. Me l’hanno chiesto in molti, probabilmente hanno cambiato domanda visto che a Come stai? spesso non rispondo, come dicevo. No, non mi manca Dublino. Soprattutto quando mi rendo conto che a Dublino non sarei in maniche corte e sandali a inizio settembre. In Irlanda l’autunno è iniziato ufficialmente in agosto e a Dublino l’estate dura tre giorni, dice la saggezza popolare. A me l’estate piace troppo, mi piace stare a gambe nude, a piedi scalzi, dormire con la finestra aperta e girare con le spalle scoperte.

Quindi no, non mi manca Dublino. Semmai mi mancando alcune cose di Dublino, alcuni luoghi dove sono stata bene, i miei luoghi del cuore. Read More

Voglio aprire un cupcake shop

A chi mi chiede come sto spesso non rispondo. Tendo ad essere evasiva, sorrido e sposto la conversazione su un diverso argomento. Sono di natura riflessiva. Osservo. Cerco di scrivere solo quando sono felice. Mi lascio andare raramente e in situazioni controllate. Il che più o meno equivale a non lasciarmi andare quasi mai, me ne rendo conto. Lo sto scrivendo in questo post perché in qualche modo vorrei riuscire a dare un significato al mio silenzio estivo, a questo mio essere sfuggente proprio nel momento in cui ho un progetto da raccontare.

La ricerca del locale per il cupcake shop procede, incerta. Ad agosto molte agenzie immobiliari sono state chiuse per ferie. Ne ho approfittato per fare passeggiate con i bimbi per tutta Montebelluna fotografando ogni singolo cartello Affittasi. Le richieste di affitto sono spesso molto alte nonostante molti negozi siano sfitti da mesi o addirittura da anni. Nessun dei locali che ho visto finora hanno due bagni e la canna fumaria, come chiede invece la normativa per un locale come quello che voglio aprire io.

Che poi, che locale voglio aprire? Read More

A modo mio. Il rientro in Italia da Dublino

È trascorso un mese esatto dall’ultimo post e dal mio rientro in Italia. Cosa ho fatto in queste settimane? Un bel po’ di cose, in effetti. Il rientro in Italia da Dublino è stato un’avventura, l’emozione di ritrovare piccoli tesori, una riscoperta dei ritmi italiani.

Ho trascorso i primi giorni a risolvere problemi. Credevo di essere una veterana dei traslochi, ma questo è stato il primo che ho organizzato da sola, con un po’ di ansia dal lato economico, con la responsabilità solo sulle mie spalle, a modo mio. E infatti arrivata in aeroporto a Dublino mi sono resa conto di aver dimenticato una valigia in camera. A modo mio, insomma. Il rientro in Italia sarebbe stato perfetto se fossi scesa qualche settimana prima per sbrigare le formalità, firmare il contratto d’affitto, allacciare le utenze, spostare i mobili, rientrare a Dublino e imbarcare quindi i bambini su un aereo che atterrasse direttamente nel nostro giardino.

Non sono stata perfetta, ma sono stata brava a risolvere i problemi. Read More

Batti il tacco tre volte, Dorothy, si torna a casa

Due mesi fa ho letto questo post su Medium, scritto da una blogger che ho avuto la fortuna di conoscere qui a Dublino, Veruska. Una frase aveva colpito il segno, una frase che mi tengo dentro da due mesi. Ho aspettato prima di dirlo a tutti, ho aspettato prima di scriverlo qui. “Non si è eroi quando si parte, non si è eroi se si resta, non lo si è se non si torna più o se si torna subito indietro. Si fanno semplicemente scelte.” La mia scelta due mesi fa era già fatta. La mia scelta è di rientrare in Italia, dove c’è una cucina lilla che mi aspetta, anche se una casa non ce l’ho. In Italia, dove voglio aprire un cupcake shop.

Negli ultimi tre anni ho traslocato tre volte. Ho cambiato città, casa, scuole, mobili materassi e cuscini. Io che mi portavo il cuscino in vacanza in campeggio, io che dormo male e mi sveglio di pessimo umore se il materasso non è più che comodo. Ho salutato, impacchettato e tutto, spacchettato tutto e ricominciato. Mia mamma scherzando dice che le sembro Vianne, la protagonista di Chocolat, sempre inquieta e pronta a partire indossando il mantello rosso.

Non sono stata bene a Dublino, ma non è colpa dell’Irlanda. Non è per il clima, non è per le case, non è per la lingua. È qualcosa che ho dentro, un sogno, un desiderio, un progetto che voglio realizzare in Italia e non qui. Ci sono alcune cose che lascerò qui e almeno tre che porterò con me. Read More