Il lunch box: cosa ci metto?

La mia routine del mattino prevede tre cose. Doccia, caffè, mettere nel tostapane i panini dei bambini. Sì perché già alla pre school del figlio Nano i bambini si portano la merenda da casa. Non la merenda come la facevamo noi alle elementari, con i cracker che si sbriciolavano nella cartella o il succo che si schiacciava sotto il peso del sussidiario e bagnava tutto (dai, non sarà successo solo a me, fate outing anche voi). La merenda nel lunch box.

Prima fase di vita irlandese, superata da mesi: procurarsi il lunch box. Ce ne sono di bellissimi on line vero? Noi però ne abbiamo preso uno economico al Dunnes Store, per vedere come funzionava la cosa, e per il figlio Elfo quello è rimasto. Verde e bianco, un po’ triste, ma mica dev’essere per forza bello come quello degli altri, giusto? Sì, ammetto che non mi piace, io lo volevo di design 😉 Al figlio Nano è andata un po’ meglio perché la maestra, montessoriana, un giorno mi ha chiesto di cambiarlo con qualcosa che lui riuscisse ad aprire da solo. Ho preso una scatolina al Lidl, non è particolarmente ermetica ma né panino né briciole sono mai usciti.

Seconda fase di vita irlandese: cosa si mette nel lunch box? Istruzioni della scuola: qualcosa di sano. Niente dolci, niente bibite zuccherate. Pane, formaggio, yogurt, frutta, verdura… Se vi state immaginando che i miei figli mangino cose sane vi fermo subito. Con il figlio Nano le cose per un po’ sono andate bene. Per circa dieci giorni ha mangiato più carote di Bugs Bunny, per lo più sul divano guardando i cartoni. Poi è passata e non le ha più mangiate neanche a scuola. Anche al figlio Elfo un giorno ho provato a metterci delle carote. “Figlio Elfo hai mangiato le carote che ti ho messo nel lunch box?” “No mamma.” “Perché?” “Perché gli altri bambini non mangiano carote”. Fine dei tentativi, anche se . Banana? No non gli piace, non si è capito da quando visto che mi risulta in Italia la mangiasse. Mela a fettine? No la vuole solo senza buccia. Senza buccia diventa nera e non la mangia. Yogurt? No, è intollerante al lattosio. Cracker? I cracker come li conosciamo noi, qui praticamente non esistono. Comincia a diventare difficile, vero? Ora ve la complico. Le merende del figlio Elfo sono due. La prima alle 10 circa, la seconda un po’ più tardi. Ciascuna di 10 minuti, compreso il tempo di andare fuori a giocare. Ma allora cosa ci metto? Cosa può riuscire a mangiare in meno di cinque minuti? Di certo non un piatto di pasta fredda.

Ci metto un sandwich. Ma non uno qualsiasi. Formaggio? E’ intollerante al lattosio, ricordate? Niente formaggi freschi spalmabili. Cheddar a fettine, sì. Ma se glielo metto nel pane, il pane gli si apre, gli cade il formaggio, non mangia né l’uno né l’altro. Se lo metto a figlio Nano, lui mangia solo il formaggio e mi riporta a casa il pane. Prosciutto? Non immaginatevi che qui ci sia il banco dei salumi. Il prosciutto esiste, in sottili fette quadrate, confezionate nel banco frigo. Ammesso che fosse senza lattosio senza conservanti senza polifsfati etc… si torna al caso del formaggio. Uno lo fa cadere, l’altro si mangia solo quello. Lisa, spalmaci qualcosa! Sì, qualcosa tipo… maionese? Uhm, no. Maionese tutti i giorni no. E se il formaggio glielo metto a parte? Sì, ma si secca. Per fortuna esistono i Babybel. Non ditemi che non è formaggio. Lo mangia, è contento, gli piace, è formaggio. Tanto qui l’Asiago mica si trova.

In realtà questo problema che mi tormenta da mesi è stato risolto da figlio Elfo il giorno prima di iniziare la scuola. “Mamma nel lunch box si mette un panino come quello che prepara Agente Oso. Bisogna mettere burro di noccioline e marmellata”. PB&J, in gergo. Cosa gli potevo dire? Aveva cambiato tre scuole in tre anni, stava per frequentare una scuola in cui quasi nessuno parla la sua lingua, ad anno scolastico iniziato, al secondo anno quando in Italia avrebbe frequentato l’ultimo di scuola materna, cosa gli potevo dire? “Va bene amore. Sei sicuro che lo vuoi così?”

Ho più o meno smesso di farmi paranoie quando il maestro, a colloquio, mi ha raccontato felice che figlio Elfo è entusiasta del contenuto del suo lunch box. Ok. Nei mesi sono riuscita a togliere la parte di marmellata (usavo quella di lamponi) e trasformare il PB&J (peanut buttar & jam) in PB. Un sandwich degno di Joe Black. Ora che ci penso potrei provare a nasconderci delle fettine di banana, a Elvis piaceva. Dite che se ne accorge?

In ogni caso il burro di arachidi è buono. La frutta secca fa bene, le arachidi sono nutrienti. Forse si potrebbe fare anche in casa perché si tratta solo di frullare le arachidi, a dispetto del nome non contiene burro ma solo l’olio delle arachidi stesse. Lo mangiavamo già in Italia ed entrambi i pantaloni stanno sempre e comunque troppo larghi. Inoltre prima di candidarmi a a madre peggiore dell’anno vi posso dimostrare che avevo fatto delle ricerche: guardate che bella questa bacheca Pinterest!

Quindi, secondo outing della giornata. Voi lo mangiate il burro di noccioline?

 

1 Comment Il lunch box: cosa ci metto?

  1. mammaalcubo Giugno 10, 2016 at 9:53 am

    Che incubo sarebbe per me! Per fortuna qui la merenda del mattino la danno a scuola (frutta o yogurt), io devo pensare solo al pomeriggio ma senza vincoli salutistici nè di intolleranze nè di reperibilità. Capisco perchè vuoi tornare!

    Reply

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *