La maglia azzurra. Sono orgogliosa di essere italiana?

Sono certa che avete capito che non amo vivere in Irlanda. Non mi sento expat, non ho tagliato il cordone ombelicale, non ho mai pensato che sarei stata qui per sempre. Allo stesso tempo sono figlia di un Veneto che spesso non mi appartiene: non parlo dialetto, non bevo vino, mi dicono che di veneto non ho nemmeno l’accento. Nonostante questo ho imparato ad amarlo: un Veneto di paesaggi, di colline verdi, di piazze, di ville, di musei, di imprese. Un Veneto in cui voglio tornare. Alle elementari sentivo parlare di Europa e per qualche strano e meraviglioso motivo sono cresciuta sentendomi più europea che italiana. Mio papà si aspettava che io stessi in piedi ascoltando l’Inno nazionale prima delle partite ma senza mai darmi un vero motivo per farlo, così ho imparato a sgattaiolare da qualche parte e a tornare in salotto solo a qualche minuto dall’inizio.

Sono sempre stata orgogliosa di essere nata a Vicenza perché amo la città che Palladio ha reso bellissima. Sono orgogliosa di avere frequentato l’università a Venezia perché la conosco in modo speciale, la amo ed è sempre un ottimo inizio di conversazione. Sopratutto se sei all’Estero. “Di dove sei?” “Italia. Vicino Venezia” “Ooohh”. Forse qui a Dublino ho cominciato ad essere orgogliosa anche di essere italiana. Sarà per il caffè, o per il cappuccino. Hanno un idea un po’ confusa di cosa sia e mi trattengo a stento da dire “vi spiego come si fa? Sono italiana!” Sarà per la cultura italiana del cibo, di cui sento un pochino la mancanza. Sarà l’accanimento alla pulizia, di cui sento tantissimo la mancanza.

In questi giorni di Europei, in cui tutti si sentono italiani e seguono il calcio, alla scuola di figlio Elfo c’è stato un Open Day che era un po’ una festa di fine anno. La maggior parte delle scuole in Irlanda sono cattoliche, ma figlio Elfo frequenta una scuola Educate Together, un’alternativa laica. La sua è una bella classe multiculturale e lui non ha mai sentito il bisogno di chiedermi perché la mamma del suo migliore amico porti il velo o perché i suoi compagni abbiano la pelle scura. In Italia sarebbe andata in modo diverso e questo è un’aspetto che in effetti non mi manca e del quale non sono orgogliosa. All’Open Day, presente anche il Ministro dell’Istruzione Irlandese, molti bambini sfoggiavano i loro costumi caratteristici. Non sono i bambini extraeuropei, ma anche per esempio le bambine rumene. A figlio Elfo avevano semplicemente appeso al collo un tricolore, che poi a dirla tutta si confonde anche parecchio con il tricolore irlandese.

Mentre lo guardavo, pensavo “cosa avrebbe potuto indossare per dichiarare con orgoglio la sua nazionalità?”. Una shirt griffata? Pare che all’estero i bambini italiani si distinguano dalla cura con cui sono vestiti 🙂 Una maglia azzurra? Perché l’orgoglio italiano si manifesta sopratutto nello sport? Per me si manifesta anche nella cultura, nell’arte: gli dovrei prendere una di quelle magliette con i dettagli della Cappella Sistina? Ci sto ancora pensando, quindi lo chiedo anche a voi: cosa si indossa quando si vuole dichiarare con orgoglio di essere italiani?

Con questo post partecipo al tema del mese delle Instamme: Italiani brava gente.

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