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I migliori cupcakes di Dublino . Dove trovarli e mangiarli

Ho deciso di scrivere questo post prima che sia troppo tardi. Prima che all’Ufficio Turismo di Dublino appendano la mia foto come bersaglio per le frecciette, per esempio. A volte mi immagino la scena, perché più di una persona che sia stata a Dublino dopo aver parlato con me mi ha detto “Sai Lisa, in effetti Dublino me la aspettavo più bella. Hai ragione”. Lo ammetto, mi sento in colpa.

Vi ho svelato quali sono i miei luoghi del cuore, ma non avevo ancora condiviso l’informazione più importante: dove mangiare i migliori cupcakes di Dublino. Ora che sono rientrata in Italia e che la risposta alla domanda non è più “nella mia cucina”, sono pronta a raccontarvi tutto. L’autunno e l’inverno possono essere lunghi e piovosi nell’Isola di Smeraldo, quindi se capitate a Dublino per un concerto o un fine settimana a base di Guinness infilatevi in una caffetteria e regalatevi una coccola. Read More

I miei luoghi del cuore a Dublino

“Lisa ti manca Dublino?”. Me l’hanno chiesto in molti, probabilmente hanno cambiato domanda visto che a Come stai? spesso non rispondo, come dicevo. No, non mi manca Dublino. Soprattutto quando mi rendo conto che a Dublino non sarei in maniche corte e sandali a inizio settembre. In Irlanda l’autunno è iniziato ufficialmente in agosto e a Dublino l’estate dura tre giorni, dice la saggezza popolare. A me l’estate piace troppo, mi piace stare a gambe nude, a piedi scalzi, dormire con la finestra aperta e girare con le spalle scoperte.

Quindi no, non mi manca Dublino. Semmai mi mancando alcune cose di Dublino, alcuni luoghi dove sono stata bene, i miei luoghi del cuore. Read More

Batti il tacco tre volte, Dorothy, si torna a casa

Due mesi fa ho letto questo post su Medium, scritto da una blogger che ho avuto la fortuna di conoscere qui a Dublino, Veruska. Una frase aveva colpito il segno, una frase che mi tengo dentro da due mesi. Ho aspettato prima di dirlo a tutti, ho aspettato prima di scriverlo qui. “Non si è eroi quando si parte, non si è eroi se si resta, non lo si è se non si torna più o se si torna subito indietro. Si fanno semplicemente scelte.” La mia scelta due mesi fa era già fatta. La mia scelta è di rientrare in Italia, dove c’è una cucina lilla che mi aspetta, anche se una casa non ce l’ho. In Italia, dove voglio aprire un cupcake shop.

Negli ultimi tre anni ho traslocato tre volte. Ho cambiato città, casa, scuole, mobili materassi e cuscini. Io che mi portavo il cuscino in vacanza in campeggio, io che dormo male e mi sveglio di pessimo umore se il materasso non è più che comodo. Ho salutato, impacchettato e tutto, spacchettato tutto e ricominciato. Mia mamma scherzando dice che le sembro Vianne, la protagonista di Chocolat, sempre inquieta e pronta a partire indossando il mantello rosso.

Non sono stata bene a Dublino, ma non è colpa dell’Irlanda. Non è per il clima, non è per le case, non è per la lingua. È qualcosa che ho dentro, un sogno, un desiderio, un progetto che voglio realizzare in Italia e non qui. Ci sono alcune cose che lascerò qui e almeno tre che porterò con me. Read More

Otto mesi di scuola in Irlanda. Ecco com’è andata

La scuola di Elfo termina oggi. Nano è a casa già da lunedì, in questa estate irlandese che di estivo non ha proprio nulla se non le ore di luce: il sole sorge alle 5 e tramonta alle 22. Vi racconto come sono andati questi otto mesi e cosa ho imparato sulla scuola in Irlanda.

Elfo ha cominciato a frequentare un po’ in ritardo perché siamo arrivati qui a Dublino a fine ottobre. Avevamo inviato alcune domande di iscrizione a varie scuole della zona ma una sola ci aveva risposto e dopo un breve colloquio lui ha subito iniziato a frequentare le lezioni. Non sapeva dire che poche parole ed era convinto che “What’s your name?” fosse la frase giusta per chiedere di andare in bagno (momento tenerezza). Il preside ci aveva spiegato che moltissimi bambini arrivano a scuola senza parlare inglese e che non sarebbe stato un problema. Non lo è stato, in effetti. Read More

Il camioncino dei gelati. Mr Whippy

Era novembre, il sole tramontava presto e subito diventava così buio che quasi non si vedeva il giardino. Cercavo di prendere confidenza con la casa, con il quartiere, con Dublino. Tutti i giorni, alle sei, da qualsiasi stanza della casa, sentivo un jingle. Una strana suoneria del cellulare del vicino di casa? Ma solo alle sei e tutti tutti tutti i giorni? Ci ho messo settimane e stavo per dare di matto. Ho cominciato a chiedere “la senti anche tu vero?” perché non escludo mai la possibilità di essere definitamente impazzita.

Finalmente un giorno mi è venuto il dubbio che potesse essere un camioncino dei gelati. Ma con il buio? In pieno inverno? Alle sei di sera, all’ora di ora di cena?  Ho cominciato degli appostamenti. Insomma, voi cosa avreste fatto? Read More

La maglia azzurra. Sono orgogliosa di essere italiana?

Sono certa che avete capito che non amo vivere in Irlanda. Non mi sento expat, non ho tagliato il cordone ombelicale, non ho mai pensato che sarei stata qui per sempre. Allo stesso tempo sono figlia di un Veneto che spesso non mi appartiene: non parlo dialetto, non bevo vino, mi dicono che di veneto non ho nemmeno l’accento. Nonostante questo ho imparato ad amarlo: un Veneto di paesaggi, di colline verdi, di piazze, di ville, di musei, di imprese. Un Veneto in cui voglio tornare. Alle elementari sentivo parlare di Europa e per qualche strano e meraviglioso motivo sono cresciuta sentendomi più europea che italiana. Mio papà si aspettava che io stessi in piedi ascoltando l’Inno nazionale prima delle partite ma senza mai darmi un vero motivo per farlo, così ho imparato a sgattaiolare da qualche parte e a tornare in salotto solo a qualche minuto dall’inizio.

Sono sempre stata orgogliosa di essere nata a Vicenza perché amo la città che Palladio ha reso bellissima. Sono orgogliosa di avere frequentato l’università a Venezia perché la conosco in modo speciale, la amo ed è sempre un ottimo inizio di conversazione. Sopratutto se sei all’Estero. “Di dove sei?” “Italia. Vicino Venezia” “Ooohh”. Forse qui a Dublino ho cominciato ad essere orgogliosa anche di essere italiana. Read More

Alla scoperta di Dublino vichinga. Dublinia

Il posto migliore dove imparare tutto sulla Dublino vichinga è un museo, Dublinia. Stando a quanto ne ho capito io, la città è molto fiera della propria fondazione vichinga. Il nome stesso della città deriva dalla lingua vichinga: An Duhb Linn (che poi significa acqua nera. E no, non è la Guinness). Per dire, una della cose che figlio Elfo mi chiede di fare dal primo giro in città è partecipare al Viking Splash Tour. A bordo di un mezzo anfibio giallo, si gira la città con un elmo vichingo in testa e un giubbotto salvagente, urlando non so cosa ai passanti, e si conclude la gita nell’acqua dei Docks. Se mi conoscete sapete bene che solo dopo varie pinte lo porterò a fare questa cosa. Forse. A scoprire la Dublino vichinga invece lo volevo portare da mesi, era sulla mia lista dei musei da visitare a tutti i costi.

Dublinia si trova accanto alla Christ Church, nel cuore della Dublino medievale. Il museo è articolato in tre piani: al piano terra la Dublino vichinga, al primo piano la Dublino medievale, al secondo piano un approfondimento sul lavoro degli archeologi. Il biglietto si può prenotare anche online, è un museo noto e molto visitato, dove troverete sia turisti incuriositi che scolaresche.  Alla fine della visita potete salire nella St. Michael’s Tower, da cui ammirare la città da un’altezza insolita (è una città piuttosto bassa) e la visita si conclude attraversando un passaggio medievale sospeso che collega l’edificio del museo con la Christ Church.
Dublino vichinga

Ho letto commenti e articoli entusiastici. Io però sono molto esigente, per questo ho stilato un elenco sia delle cose che mi sono piaciute sia di quelle che non sono riuscita ad apprezzare quando ho visitato il museo con figlio Elfo. Read More

Sono una springsteeniana. Questa è la settimana Bruce

Questa è la settimana Bruce. È la settimana in cui Bruce Springsteen fa due concerti a Dublino, a Croke Park, e io ho i biglietti per entrambi. Tre anni dopo l’ultimo.

È la settimana in cui sogno il concerto tutte le notti, in cui mi sveglio al mattino e penso “mancano 12 ore al concerto” e invece no perché il concerto è venerdì e oggi è mercoledì. (Non è che mi sveglio alle 9, il concerto comincerà alle 7pm) 🙂

È la settimana in cui cerco di imparare finalmente tutte le canzoni a memoria, neanche fosse un esame. La verità è che non imparerò mai tutti i suoi testi ma ho sempre l’impressione che lui stia parlando proprio di me.

È la settimana in cui guardo le scalette degli altri concerti dei tour, sussulto per  il titolo di una canzone, passo dal batticuore alle lacrime.

Sono una springsteeniana, che in gergo significa “fan di Bruce Springsteen”. Peggio, sono quella che Gianluca Morozzi definisce nei suoi libri una “springsteeniana emotiva”. Il che significa che se c’è Bruce Springsteen di mezzo torno teenager, con gli occhi a cuoricino e perdo completamente il controllo delle mie facoltà mentali.

Dal 2000, quando ho iniziato davvero ad ascoltare la sua musica, sono stata a dodici concerti. Read More

Si parla inglese a Dublino?

Che lingua si parla a Dublino? Non vergognatevi di chiederlo, è una domanda che mi hanno fatto più volte di quante mi abbiano chiesto se è davvero più buona la Guinness locale (sì, è più buona). Di quelle domande che “vorrei chiedere ma ho paura di fare una figuraccia anche con google”. Mai paura di fare figuracce con me, qualunque cosa mi racconterete state certi che io ne ho combinata una peggiore.

Per rispondere alla domanda, le lingue ufficiali in Irlanda sono il gaelico e l’inglese. Qui a Dublino vivono molti italiani, molti polacchi, molti rumeni e molte altre persone di varie nazionalità. Con un po’ di fortuna, cercandoli bene nei posti giusti, si possono trovare anche gli irlandesi. Io sono molto fortunata, perché dopo mesi di contatti solo con le cassiere del supermercato e occasionalmente con i postini, ho iniziato a lavorare in Coffee Shop e li ho trovati. No, non tutti hanno i capelli rossi. Però tutti, tutti, hanno un accento abbastanza tipico. Parlano inglese, ma l’inglese a Dublino è lo stesso inglese che si parla a Londra? Read More

Il lunch box: cosa ci metto?

La mia routine del mattino prevede tre cose. Doccia, caffè, mettere nel tostapane i panini dei bambini. Sì perché già alla pre school del figlio Nano i bambini si portano la merenda da casa. Non la merenda come la facevamo noi alle elementari, con i cracker che si sbriciolavano nella cartella o il succo che si schiacciava sotto il peso del sussidiario e bagnava tutto (dai, non sarà successo solo a me, fate outing anche voi). La merenda nel lunch box.

Prima fase di vita irlandese, superata da mesi: procurarsi il lunch box. Ce ne sono di bellissimi on line vero? Noi però ne abbiamo preso uno economico al Dunnes Store, per vedere come funzionava la cosa, e per il figlio Elfo quello è rimasto. Verde e bianco, un po’ triste, ma mica dev’essere per forza bello come quello degli altri, giusto? Sì, ammetto che non mi piace, io lo volevo di design 😉 Al figlio Nano è andata un po’ meglio perché la maestra, montessoriana, un giorno mi ha chiesto di cambiarlo con qualcosa che lui riuscisse ad aprire da solo. Ho preso una scatolina al Lidl, non è particolarmente ermetica ma né panino né briciole sono mai usciti.

Seconda fase di vita irlandese: cosa si mette nel lunch box? Istruzioni della scuola: qualcosa di sano. Niente dolci, niente bibite zuccherate. Pane, formaggio, yogurt, frutta, verdura… Se vi state immaginando che i miei figli mangino cose sane vi fermo subito. Read More