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Back to School, sola con due bambini

Una delle domande che mi fate più spesso, scoprendo che vivo a 70 chilometri da nonni e qualunque altro parente, è “come fai da sola con due bambini?”. Seguita da “ma perché hai aperto proprio a Montebelluna?”. Per ora concentriamoci sulla prima.

Innanzitutto sono sola ma non sono sola. Qui a Montebelluna ho amiche, per lo più con figli. Più di una volta mi hanno aiutata in piccole cose ma con un tempismo provvidenziale. I nonni sono a 70 chilometri ma se c’è bisogno arrivano. So chi chiamare quando sto per sclerare, ho bisogno di conforto e di ridere perché mi sta per venire un attacco d’ansia. I bambini passano spesso il fine settimana dai nonni o con il papà. Tolta la fatica di fare 150 chilometri e altri 150 due giorni dopo, posso lavorare tranquilla. Però sì, da un punto di vista pratico e fisico, sono da sola.  Read More

Mi sto boicottando?

La settimana scora ero in Camera di Commercio, a Treviso, per raccontare la mia esperienza di crowdfunding durante un seminario. I partecipanti mi hanno fatto tantissime domande (la mia preferita è stata: dov’è il tuo negozio? I cookies che hai portato sono buonissimi). Una di queste domande però mi ha un po’ spiazzata, non subito, ma dopo qualche giorno, e mi ha fatto riflettere parecchio. La domanda è stata: “Ci stai dicendo che hai fatto di tutto per boicottarti?”

Come siamo arrivati a questa domanda? Partendo dalle mie risposte alle mie domande precedenti. “Hai fatto molto telefonate per promuovere il tuo crowdfunding?”. Nessuna. Qualche messaggio, ma nessuna telefonata. Nessuna email. “Quanto tempo prima avevi comunicato ai tuoi follower di voler attivare un crowdfunding?”. Uhm. Non ne sono sicura, la pianificazione finora non è stata il mio punto di forza. (Non fate come me!) Da qui la domanda, che poi è diventata una domanda a me stessa. Mi sto boicottando? Read More

Butter Days è aperto

Butter Days, il cupcake shop, è aperto da quasi un mese. È anche stato ufficialmente inaugurato, ormai più di dieci giorni fa, tra assaggi di mini cupcakes e sorrisi di amiche venute per l’occasione a dare una mano. Ai cittadini di Montebelluna i cupcakes piacciono parecchio, soprattutto al cioccolato e i Red Velvet.

Butter Days
foto di @Dolci Mari e Monti

Passati i primi giorni in cui lavoravo venti ore al giorno, ora vado a letto alle 21 o poco dopo ripromettendomi di alzarmi almeno alle 6 per recuperare email e altre cose arretrate. Alcune notti dormo male e il giorno dopo è un casino, altre notti dormo come un sasso e in nessuno dei due casi riesco davvero ad alzarmi alle 6 e accendere il computer. Per aggiornare questo blog, per esempio. 🙂

Butter Days
Foto di @Dolci Mari e Monti

Avere un negozio appena aperto è come avere un neonato. Read More

Quanto costa aprire un cupcake shop? Spoiler: tanto

“Quanto costa aprire un cupcake shop”. Una bakery, un laboratorio di pasticceria. Se avete un sogno simile al mio, forse l’avete chiesto anche voi a google qualche volta. Io gliel’ho chiesto spesso, ma senza trovare la risposta. Ad un certo punto ho fatto una telefonata e ho chiesto “Io ne ho tanti così, bastano?”. Più o meno. (No, non bastano. Ma se me l’avessero detto chissà dove sarei oggi. Mi piace essere qui, tutto sommato).

La telefonata non era al sig. Google ma ad un consulente HACCP che segue piccole imprese alimentari e dopo quella telefonata ha cominciato a seguire anche la mia. Lo ringrazio, perché senza di lui starei ancora digitando “quanto costa aprire un cupcake shop” su google. Ma quindi, quanto costa?

Premetto che non faccio e non voglio fare la consulente. Mi piace essere una pasticciera. Quello che voglio fare però in questo post è raccontarvi che ho creduto nel mio sogno, e continuo a crederci tanto.  Read More

I sogni passano attraverso il crowdfunding

La mia campagna di crowdfunding su Eppela è iniziata ieri. È cominciata bene ma ho bisogno di molto, molto sostegno, soprattuto da parte di chi mi conosce da anni, in rete o di persona, e sa quanto io abbia lottato per arrivare alla realizzazione del mio cupcake shop. Perché sì, è proprio così: non racconto quasi mai la fatica che mi è costato questo progetto, parlo a volte delle notti insonni ma non degli altri sacrifici, distribuisco biscotti e sorrisi come se i sogni si realizzassero grazie alle stelle come nelle fiabe Disney.

Avete cominciato a chiedermi più di cinque anni fa perché non aprissi un negozio. Come se sostenere un investimento di decine di migliaia di euro, in piena crisi economica, con un bambino piccolo e un altro in arrivo fosse semplice. Read More

Posso dire di essere sopravvissuta al 2016?

Il contratto d’affitto è firmato già da più di un mese e i lavori procedono anche se non sono costante negli aggiornamenti (nella pagina Facebook un po’ di più, a mia discolpa). Mantengo il massimo riservo sulla data di apertura perché per me doveva essere a settembre 2016 ed è diventata a.s.a.p. quando anche l’ipotesi di aprire entro Natale è diciamo così, naufragata.

Più che un bilancio di quello che è stato un anno difficile, per quanto emozionante, sto pensando molto alle persone che mi hanno aiutata ad arrivare al punto in cui sono e alle cose belle che ho realizzato grazie a loro. La risposta a quel “ma come ci sei riuscita?” che prima o poi qualcuno mi chiederà. Read More

Don’t waste your potential. Keep calm and carry on

Ieri avevo lasciato un messaggio sulla pagina Facebook “Mi pensate oggi alle 15? Se tutto va bene domani vi racconto perché”. Non è andata bene, di nuovo. Tutti mi hanno pensata e siete stati dolcissimi, ma per la seconda volta sono andata ad un appuntamento in cui mi aspettavo di firmare il contratto d’affitto del cupcake shop e per la seconda volta la mia penna è rimasta dov’era, nella borsa. Perché? Perché aprire un cupcake shop è complicato. Aprirlo dove voglio io, cioè in un negozio che non è predisposto per un’impresa alimentare, lo è ancora di più.

Andiamo con ordine così vi aggiorno un po’? Vi avevo lasciati dicendo che voglio aprire un cupcake shop. A che punto sono? Read More

Voglio aprire un cupcake shop

A chi mi chiede come sto spesso non rispondo. Tendo ad essere evasiva, sorrido e sposto la conversazione su un diverso argomento. Sono di natura riflessiva. Osservo. Cerco di scrivere solo quando sono felice. Mi lascio andare raramente e in situazioni controllate. Il che più o meno equivale a non lasciarmi andare quasi mai, me ne rendo conto. Lo sto scrivendo in questo post perché in qualche modo vorrei riuscire a dare un significato al mio silenzio estivo, a questo mio essere sfuggente proprio nel momento in cui ho un progetto da raccontare.

La ricerca del locale per il cupcake shop procede, incerta. Ad agosto molte agenzie immobiliari sono state chiuse per ferie. Ne ho approfittato per fare passeggiate con i bimbi per tutta Montebelluna fotografando ogni singolo cartello Affittasi. Le richieste di affitto sono spesso molto alte nonostante molti negozi siano sfitti da mesi o addirittura da anni. Nessun dei locali che ho visto finora hanno due bagni e la canna fumaria, come chiede invece la normativa per un locale come quello che voglio aprire io.

Che poi, che locale voglio aprire? Read More

Batti il tacco tre volte, Dorothy, si torna a casa

Due mesi fa ho letto questo post su Medium, scritto da una blogger che ho avuto la fortuna di conoscere qui a Dublino, Veruska. Una frase aveva colpito il segno, una frase che mi tengo dentro da due mesi. Ho aspettato prima di dirlo a tutti, ho aspettato prima di scriverlo qui. “Non si è eroi quando si parte, non si è eroi se si resta, non lo si è se non si torna più o se si torna subito indietro. Si fanno semplicemente scelte.” La mia scelta due mesi fa era già fatta. La mia scelta è di rientrare in Italia, dove c’è una cucina lilla che mi aspetta, anche se una casa non ce l’ho. In Italia, dove voglio aprire un cupcake shop.

Negli ultimi tre anni ho traslocato tre volte. Ho cambiato città, casa, scuole, mobili materassi e cuscini. Io che mi portavo il cuscino in vacanza in campeggio, io che dormo male e mi sveglio di pessimo umore se il materasso non è più che comodo. Ho salutato, impacchettato e tutto, spacchettato tutto e ricominciato. Mia mamma scherzando dice che le sembro Vianne, la protagonista di Chocolat, sempre inquieta e pronta a partire indossando il mantello rosso.

Non sono stata bene a Dublino, ma non è colpa dell’Irlanda. Non è per il clima, non è per le case, non è per la lingua. È qualcosa che ho dentro, un sogno, un desiderio, un progetto che voglio realizzare in Italia e non qui. Ci sono alcune cose che lascerò qui e almeno tre che porterò con me. Read More

Sono una springsteeniana. Questa è la settimana Bruce

Questa è la settimana Bruce. È la settimana in cui Bruce Springsteen fa due concerti a Dublino, a Croke Park, e io ho i biglietti per entrambi. Tre anni dopo l’ultimo.

È la settimana in cui sogno il concerto tutte le notti, in cui mi sveglio al mattino e penso “mancano 12 ore al concerto” e invece no perché il concerto è venerdì e oggi è mercoledì. (Non è che mi sveglio alle 9, il concerto comincerà alle 7pm) 🙂

È la settimana in cui cerco di imparare finalmente tutte le canzoni a memoria, neanche fosse un esame. La verità è che non imparerò mai tutti i suoi testi ma ho sempre l’impressione che lui stia parlando proprio di me.

È la settimana in cui guardo le scalette degli altri concerti dei tour, sussulto per  il titolo di una canzone, passo dal batticuore alle lacrime.

Sono una springsteeniana, che in gergo significa “fan di Bruce Springsteen”. Peggio, sono quella che Gianluca Morozzi definisce nei suoi libri una “springsteeniana emotiva”. Il che significa che se c’è Bruce Springsteen di mezzo torno teenager, con gli occhi a cuoricino e perdo completamente il controllo delle mie facoltà mentali.

Dal 2000, quando ho iniziato davvero ad ascoltare la sua musica, sono stata a dodici concerti. Read More