Otto mesi expat Traslocare

A modo mio. Il rientro in Italia da Dublino

È trascorso un mese esatto dall’ultimo post e dal mio rientro in Italia. Cosa ho fatto in queste settimane? Un bel po’ di cose, in effetti. Il rientro in Italia da Dublino è stato un’avventura, l’emozione di ritrovare piccoli tesori, una riscoperta dei ritmi italiani.

Ho trascorso i primi giorni a risolvere problemi. Credevo di essere una veterana dei traslochi, ma questo è stato il primo che ho organizzato da sola, con un po’ di ansia dal lato economico, con la responsabilità solo sulle mie spalle, a modo mio. E infatti arrivata in aeroporto a Dublino mi sono resa conto di aver dimenticato una valigia in camera. A modo mio, insomma. Il rientro in Italia sarebbe stato perfetto se fossi scesa qualche settimana prima per sbrigare le formalità, firmare il contratto d’affitto, allacciare le utenze, spostare i mobili, rientrare a Dublino e imbarcare quindi i bambini su un aereo che atterrasse direttamente nel nostro giardino.

Non sono stata perfetta, ma sono stata brava a risolvere i problemi. Ho lasciato i bambini dai nonni a Vicenza per qualche giorno, ho firmato il contratto d’affitto, ho attivato le utenze che non ero riuscita ad attivare telefonicamente, ho risolto piccoli problemi tra imbianchino e fabbro. Il trasloco era stato prenotato per il giorno seguente con una società low cost che definire inaffidabile è ancora troppo cortese. Mi hanno aiutata a risolvere il guaio tutte le persone che conosco qui, dimostrando che non sono sola anche se sono a 70 km dalla mia famiglia. Sabato sera, con un solo giorno di ritardo sul mio programma, tutte le mie cose erano qui in casa. Gli scatoloni ammassati e i mobili smontati, ma tutte qui. Il mercoledì vivevo a Dublino, il venerdì già vivevo a Montebelluna.

rientro in Italia tra problemi e scatoloni

Sono sopravvissuta fino al lunedì sera senza energia elettrica: senza acqua calda, senza frigorifero, senza luce dopo il tramonto, senza prese per ricaricare il cellulare, senza aspirapolvere. Ho giocato al campeggio con i bambini illuminando la camera da letto con una torcia, ho ricaricato il telefono al Mc Donald’s che per fortuna o purtroppo hanno aperto a pochi minuti da casa, ho messo un pentolone sotto il sole per avere un po’ d’acqua tiepida con cui lavarci.

Nel corso della settimana seguente tutto è andato a posto: i mobili sono stati montati, l’energia elettrica è stata attivata, la caldaia messa in funzione e la cucina allacciata. Ho dovuto aspettare quasi venti giorni per avere una connessione Adsl ma eccomi qui. Siamo senza divano, senza specchio in bagno e in cucina usiamo le sedie da giardino, ma come ho detto ai bambini: li porterà Babbo Natale. Con la connessione internet è arrivato Netflix, il forno funziona, che altro ci serve per essere felici?

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